Informazioni personali che sfuggono al nostro controllo

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Pagina curata da Francesco Pozzi
Ultimo aggiornamento: 12/2013
In un grande calderone pensato per far circolare le informazioni, è difficile porre dei limiti e dei confini. Quelle che un tempo consideravamo informazioni private, oggi sfuggono al nostro controllo. Le conseguenze possono essere sgradevoli.
Possiamo controllare le informazioni sul nostro conto?
Le informazioni sul nostro conto presenti in Rete si classificano in tre tipi: user-generated, system-generated e peer-generated.

Quelle user-generated, o prodotte dall’utente, sono le informazioni che noi stessi decidiamo di diffondere, il modo in cui ci presentiamo: i nostri contatti, le foto che pubblichiamo sui social network e nei nostri profili, le informazioni sul nostro conto, il curriculum.

Quelle system-generated sono invece prodotte in automatico dai sistemi, e rese pubbliche, a volte, senza che ce ne rendiamo conto: ad esempio il numero di amici che abbiamo su Facebook e il loro nome e profilo, il numero di nostri followers su Twitter (indice della nostra popolarità?), il numero di likes e commenti ai nostri post, l’archivio storico di tutto ciò che abbiamo pubblicato.

Infine, le informazioni peer-generated sono prodotte da altre persone in contatto con noi, spesso a nostra insaputa. Possono includere foto in cui compariamo anche noi pubblicate da nostri conoscenti sulle loro bacheche, post in cui si parla di noi o check-in che indicano la nostra presenza in un certo posto.

Parte di queste informazioni può, almeno in linea teorica, essere controllate agendo sulle impostazioni di controllo della privacy dei social network; ma le fonti da controllare sono moltissime, e spesso non le controlliamo o non ci accorgiamo della possibilità di farlo.
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Cosa sa di me la Rete?
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Sono molte le tracce digitali che lasciamo dietro di noi nel corso degli anni, o che altri pubblicano per conto nostro: il nostro indirizzo email o di casa, foto in cui compariamo, i nostri titoli di studio, l’impiego...

Si parla in questi casi di digital footprint, o impronta digitale lasciata in Rete, anche (anzi, soprattutto) senza esserne consapevoli.

Per ricostruire un quadro di quello che la Rete sa di noi è necessario svolgere ricerche in diverse aree (pagine web, social network) e con diversi motori di ricerca.
123people.it, oggi non più attivo, è stato per alcuni anni un motore di ricerca dedicato a trovare l'impronta digitale di una persona: bastava inserire nome e cognome perché il motore cercasse automaticamente in vari angoli della Rete.
Social Network: attenzione agli effetti collaterali
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Il Garante della Privacy ha preparato un Vademecum in PDF, scaricabile gratuitamente, “sia per persone alle prime armi, sia per utenti più esperti, pensato per aiutare chi intende entrare in un social network o chi ne fa già parte a usare in modo consapevole uno strumento così nuovo.”

Paolo Attivissimo offre gratuitamente un manuale di autodifesa che descrive tutte le principali precauzioni da prendere nell’uso dei social network in generale, e di Facebook e Twitter in particolare.
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Un hacker può violare la nostra privacy?
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Esistono purtroppo molti sistemi per accedere indebitamente alle informazioni private che conserviamo online o che ci scambiamo sui mezzi di comunicazione a distanza.
Questa puntata di Patti Chiari, una trasmissione della televisione svizzera La1, è dedicata a dimostrare quanto sia facile, per una persona addestrata, violare la nostra privacy. A partire dal minuto 21 vengono presentati degli esempi di hackeraggio effettuati su persone comuni che si sono offerte come cavie.
Social Network: attenzione agli effetti collaterali
Questo video, realizzato nell’ambito del progetto sicurinrete.it da SaveTheChildren eAdiConsum, ricorda ai giovani l’importanza di riflettere prima di mettere online informazioni private e personali, perché c’è il rischio che sfuggano al controllo.
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