I rischi per attenzione e memoria

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Pagina curata da Francesco Pozzi
Ultimo aggiornamento: 2/2014
La capacità di ricordare e di dirigere attivamente la nostra attenzione sono abilità di base, utili per molte attività lavorative e della vita di tutti i giorni. Gli strumenti digitali ci offrono oggi delle scorciatoie di comodo, che consentono in molti casi di fare a meno di queste abilità. Ma la mancanza di allenamento può farci perdere delle sane abitudini.
Usiamo ancora la memoria?
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La memoria umana non è semplicemente una capacità innata, ma un’abilità che richiede allenamento e tecnica.
Si distingue in genere fra
memoria a breve termine e a lungo termine. L’uso delle tecnologie digitali tende a farci utilizzare molto la prima e poco la seconda.

Siamo soliti tenere a mente indirizzi, azioni da compiere in successione (scrivere un’email, cercare l’allegato, allegarlo all’email, ricordare di mettere in copia altri colleghi...), mentre spesso deleghiamo ai computer il compito di registrare le informazioni a lungo termine al posto nostro: rubriche di indirizzi e numeri, scadenze e compleanni, raccolte di indirizzi web “preferiti”, archivi digitali che contengono guide e articoli da leggere al momento opportuno, senza necessità di memorizzarli.

Quest’abitudine ad affidarci a strumenti esterni per la memoria a lungo termine può portarci ad allenare poco la nostra capacità di ricordare e a non sviluppare tecniche di memorizzazione che sono molto utili nella vita e nel lavoro.
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È possibile conciliare attenzione e multitasking?
Per poter seguire tutti gli stimoli che, grazie agli strumenti digitali, si susseguono nel corso della giornata (email, feed RSS, notizie online o via radio, link su un social network, notifica di aggiornamenti…) è necessario interrompere continuamente ogni nostra attività, distribuire a turno l’attenzione a ciascuno stimolo, per pochi minuti o secondi ogni volta.

Questa attività non è un reale multitasking: non si svolgono infatti diverse attività contemporaneamente, ma si susseguono in continuazione attività brevi e che richiedono poca concentrazione.

Esistono però molte attività, lavorative e non, che richiedono al contrario concentrazione; e la concentrazione a sua volta richiede tempo e costanza, assenza di distrazioni.

L’attività simil-multitasking che svolgiamo per tutto l’arco della giornata è dunque in contrasto con le esigenze di concentrazione, sia perché sottrae tempo utile ad attività più focalizzate, sia perché ci fa perdere l’abitudine (o, nel caso dei giovani, non consente di svilupparla affatto) a concentrarci su un’unica attività alla volta per periodi di tempo medio-lunghi.
La memoria
Per una trattazione più approfondita di come funziona la memoria suggeriamo il capitolo dedicato alle Interazioni con il passato su Interazioni umane - manuale introduttivo alla psicologia.
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Umberto Eco sull’importanza della memoria
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Se l’(ab)uso degli strumenti informatici ci atrofizza le capacità mnesiche, è una domanda che spesso viene posta.

Umberto Eco è senza dubbio un grande utilizzatore della memoria. Ricchissimo di cultura e di nozioni. Il suo punto di vista può quindi interessare.
In una lettera aperta al proprio nipote, scritta per L’Espresso ad inizio 2014, Eco sottolinea l’importanza di utilizzare ed esercitare la memoria anche in tempi in cui, grazie a Internet, viene a volte percepita come superflua:

Il rischio è che, siccome pensi che il tuo computer te lo possa dire a ogni istante, tu perda il gusto di mettertelo in testa. Sarebbe un poco come se, avendo imparato che per andare da via Tale a via Talaltra, ci sono l’autobus o il metro che ti permettono di spostarti senza fatica (il che è comodissimo e fallo pure ogni volta che hai fretta) tu pensi che così non hai più bisogno di camminare. Ma se non cammini abbastanza diventi poi “diversamente abile”, come si dice oggi per indicare chi è costretto a muoversi in carrozzella.

I computer, specialmente se connessi alla Rete, sono effettivamente un accesso pressoché istantaneo ad una quantità enorme di informazioni e nozioni. Perché allora non affidarci a loro, piuttosto che tenere a mente le cose? Secondo Umberto Eco

Verrà il giorno in cui sarai anziano e ti sentirai come se avessi vissuto mille vite, perché sarà come se tu fossi stato presente alla battaglia di Waterloo, avessi assistito all’assassinio di Giulio Cesare e fossi a poca distanza dal luogo in cui Bertoldo il Nero, mescolando sostanze in un mortaio per trovare il modo di fabbricare l’oro, ha scoperto per sbaglio la polvere da sparo, ed è saltato in aria (e ben gli stava). Altri tuoi amici, che non avranno coltivato la loro memoria, avranno vissuto invece una sola vita, la loro, che dovrebbe essere stata assai malinconica e povera di grandi emozioni.
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