Notizie false in circolazione

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Pagina curata da Francesco Pozzi
Ultimo aggiornamento: 12/2013
La facilità con la quale si trasmettono informazioni in Rete porta frequentemente alla diffusione di informazioni non corrette, incomplete o faziose.
E sul banco di accusa possono salire anche fonti apparentemente autorevoli.
Quante notizie inesistenti circolano?
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Luca Sofri, giornalista, tiene su La Gazzetta dello Sport e sul suo blog, Wittgenstein, una rubrica dal titolo “Notizie che non lo erano”. In essa racconta tutte le notizie che ogni settimana vengono presentate come tali dalla stampa - online e tradizionale - ma che poi si rivelano del tutto false o non correttamente diffuse.
E’ impressionante e istruttivo scoprire quante notizie-non-notizie vengono pubblicate regolarmente anche dai grandi quotidiani nazionali... e quanto poco spazio venga riservato, in seguito, a correggersi e segnalare l’errore.

Sempre Luca Sofri in questo articolo racconta in modo divertente il (corto)circuito che può portare, su Internet, alla nascita di non-notizie.
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La verifica dei fatti
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La pratica del fact-checking, cioè la verifica dei fatti che stanno dietro alle notizie, è diffusa soprattutto nel giornalismo anglosassone.
Consiste nell’analizzare affermazioni di uomini politici o convinzioni e informazioni che circolano sui media per verificarne l’esattezza alla luce dei fatti.

In Italia recentemente si sono visti alcuni esempi, per ora piuttosto isolati, di iniziative di fact-checking: un “osservatorio spontaneo”,FactCheck.it, un “veritometro politico” suPolisBlog.it, e alcuni articoli a sostegno di queste iniziative (come questo del giornalista Luca de Biase).

Del rapporto fra puro fact-checking e qualità della narrazione giornalistica tratta invecequesto articolo sul New Yorker (qui tradotto in italiano)
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Che cosa sono le "bufale"?
Il termine bufala può indicare in lingua italiana un'affermazione falsa o inverosimile. Può perciò essere volta ad ingannare il pubblico, presentando deliberatamente per reale qualcosa di falso o artefatto. In alcuni casi si prefigura il reato di truffa, in quanto l'autore, o gli autori, procurano per sé o per altri un ingiusto profitto a scapito delle vittime.
Dalla pagina di Wikipedia sul termine “bufala”
Le cosiddette bufale riguardano ambiti molto diversi fra loro: si parte dalle celebri catene di Sant’Antonio che chiedono soldi per immaginari bambini malati, passando per fantasiose leggende metropolitane, e si arriva a teorie del complotto su fatti storici e di attualità, come gli attentati dell’11 settembre 2001 o l’ipotesi che lo sbarco sulla Luna del 1969 fosse una montatura mediatica.
Chi si occupa di smascherare le "bufale"?
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Uno dei principali censori delle numerose affermazioni false che circolano in Rete è, per la comunità italiana, Paolo Attivissimo, giornalista informatico della Svizzera italiana. Dal 2002 offre un servizio antibufala mettendo in luce le inesattezze che riscontra.

A livello internazionale, il sito antibufala più famoso è Snopes.com, che dal 1995 si occupa di smascherare inesattezze e false informazioni.
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