Barriere di accesso alle informazioni

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Pagina curata da Francesco Pozzi
Ultimo aggiornamento: 12/2013
La Rete è una grande risorsa di contenuti pertinenti e di altissima qualità. A volte, però, questi contenuti vengono presentati male, con errori o imprecisioni tecniche che li rendono di difficile accesso o del tutto inaccessibili.
In molti casi persone con disabilità di diverso tipo trovano vere e proprie barriere tecnologiche per l’accesso ai contenuti online.
Che cos’è l’accessibilità?
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L’accessibilità, in ambito informatico e su Internet, viene definita come standard internazionale dalW3C, il World Wide Web Consortium, tramite le Linee Guida per l’Accessibilità Web (WCAG). Oggi le WCAG sono alla versione 2.0, disponibile anche in italiano.
Per accessibilità si intende la possibilità di fruire dei contenuti di un sito anche da parte di persone con disabilità e dunque con ridotta capacità sensoriale, motoria o psichica, temporanea o stabile. Per garantire questo scopo è necessario che il sito web sia costruito con una serie di accortezze tecniche, che lo rendono fruibile da qualsiasi persona, direttamente o per mezzo di tecnologie abilitanti.
In Italia l’accessibilità è stata definita e normata per la prima volta dalla cosiddetta Legge Stanca (dal nome dell’allora ministro), del 9 gennaio 2004. L’accessibilità viene definita come:
la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari
Hanno seguito diversi decreti attuativi (D.P.R. 1 marzo 2005, n. 75, D.M. 8 luglio 2005, D.M. 30 aprile 2008).
Più recentemente, la direttiva ministeriale n. 8 del 2009 ha presentato delle Linee Guida (qui aggiornate al 2011) che estendono il concetto di accessibilità, con l’obiettivo più generale di garantire che i siti della Pubblica Amministrazione svolgano correttamente le funzioni informative di loro competenza.
Il corrispettivo statunitense della nostra Legge Stanca, a cui si fa spesso riferimento in tutto il mondo, è la Section 508.
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I microcontenuti
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Molta della comunicazione su Internet viaggia ormai sotto forma di microcontenuti. Con questo si intendono tutti quei messaggi costituiti da un numero limitato di parole o caratteri a disposizione: ad esempio l’oggetto di un’email, il titolo di una notizia, un messaggio su Twitter (limitato a 140 caratteri) o un SMS (160 caratteri).

(La definizione di Wikipedia, in inglese).

Spesso l’estrema concisione comporta problemi di accessibilità: il messaggio risulta oscuro, difficile da comprendere, vengono sacrificate informazioni rilevanti e regole grammaticali...
D’altro canto, se ben costruiti i microcontenuti possono essere una risorsa per un’informazione rapida e ricca.

Jackob Nielsen, guru dell’usabilità, ha scritto un famoso articolo (in inglese) su come costruire microcontenuti efficaci. Anche il sito Mestiere di Scrivere riporta delle regole e riflessioni molto utili.
Anche scrivere bene è importante?
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La qualità della scrittura ha un effetto sull’accessibilità. Un testo scritto male è anche più difficile da leggere: richiede più tempo ed energie e può non comunicare correttamente ciò che vorrebbe.

Umberto Eco ha raccolto in Rete e riordinato una serie di divertenti regole su come scrivere bene, evitando gli errori più comuni e fastidiosi per il lettore.

L’Accademia della Crusca, fondata nel 1500, è invece il riferimento d’eccellenza per verificare la correttezza di espressioni e parole e offre a tal fine diversi strumenti online.

Un altro utile strumento è il dizionario online Si dice o non si dice?, offerto da Hoepli e Corriere della Sera, con il quale è possibile verificare rapidamente la correttezza di espressioni comunemente usate (e abusate).
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Quando un link è utile (e quando è fastidioso)?
I link, vero motore alla base della grandissima diffusione di Internet, dovrebbero essere una risorsa molto utile: il loro scopo è anticipare i bisogni e l’interesse del lettore fornendogli un percorso già pronto fra le informazioni.
Purtroppo non è sempre così. Link poco chiari, imprecisi, incompleti possono risultare fastidiosi per la lettura e di nessun aiuto, o addirittura di ostacolo, per la comprensione e l’approfondimento.

Ecco tre regole fondamentali per offrire link utili, mentre il sito Mestiere di Scrivere ne analizza molte di più in maggior dettaglio:

1. il link dovrebbe indirizzare direttamente alla risorsa di interesse e non genericamente al sito che la ospita, per non lasciare il lettore spaesato in home page a dover cercare lui stesso l’informazione citata. Da notare che a volte questa pratica, definita deep linking, si scontra con interessi economici opposti che la vietano.

2. Dovrebbe essere reso chiaro al lettore il significato del link e la risorsa a cui indirizza. Ad esempio, è importante segnalare di quale tipo di file si tratta e quali sono le sue dimensioni, soprattutto se è grande: se il lettore si sta connettendo dal cellulare, potrebbe non voler scaricare un .pdf da 50 megabyte; oppure, se si trova in ufficio, potrebbe non gradire l’apertura di un rumoroso video quando si aspettava una pagina di testo.

3. Infine, tutte le citazioni e affermazioni che si basano su fonti esterne dovrebbero essere sempre accompagnate da link alla fonte originale. Si può inserire il link nel testo o raccoglierlo in fondo alla pagina, come bibliografia, l’importante è farlo: è una questione di rispetto sia per il lettore che per l’autore della fonte originale.
L’importanza dei font
L’Helvetica è uno dei font più diffusi e celebri, utilizzato ormai da più di cinquant’anni in tutto il mondo.

Il documentario Helvetica ne mostra la diffusione, ne racconta la storia e lo prende come esempio per dimostrare l’importanza dei font nella nostra vita di tutti i giorni, l’impatto che hanno sull’efficacia delle comunicazioni che riceviamo o che ci scambiamo.

Il trailer del documentario, presentato qui di seguito, mostra quanto diffuso sia il carattere Helvetica negli ambiti e nei luoghi più diversi.
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