Personal branding online

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Pagina curata da Tiziano Galli
Ultimo aggiornamento: 01/2014
Esistono, associati al web, concetti chiari oramai “quasi” a tutti e che non facciamo piu’ fatica ad ammettere, il primo forse è il seguente: “La rete non dimentica”
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Chi ha operato sui Social con leggerezza o è stato in qualche modo messo in difficoltà da articoli o commenti negativi difficilmente potrà riuscire a “pulire” la rete da solo e anche utilizzando le apposite agenzie che si occupano di correggere i “saldi negativi” in rete farà molta fatica a far sparire ogni traccia di ciò che non piace.

Il Personal Branding è un concetto di introduzione non recentissima (T. Peters, “The brand Called you – La marca chiamata te”, 1997) che ha poi avuto pieno sviluppo e oggi ha una precisa connotazione nel panorama del web.

Il concetto non è per nulla negativo e l’assunto iniziale con cui abbiamo esordito serve a ricordarci, ancora una volta, che viviamo nostro malgrado in due dimensioni parallele, quella reale del piu’ consueto “Verba Volant”, e quello virtuale dove spesso “scripta o photo manent” . Ovviamente ognuno poi ha la sua visibilità, la casalinga su facebook o l’artigiano o il professionista sui vari social o giornali e via così.

Il professionista, e ne esistono di tante tipologie, è anch’esso coinvolto in queste dinamiche. Se decide di partecipare in rete personalmente e professionalmente dovrà farlo sapendo quello che ciò comporta. L’esposizione della propria dimensione necessita accortezza e la consapevolezza delle opportunità offerte.
Un concetto molto efficace è anche questo:

“Il Personal Branding è Inevitabile”

ed è un altro modo per intendere quello che ognuno fa interagendo con gli altri. Appena stringiamo una mano ne valutiamo il tipo, guardiamo negli occhi l’interlocutore e valutiamo come è vestito, cosa ci dice e poi via via. Non è forse questa la prima forma di  ”personal branding” (oltretutto reciproco)?

Con l’aggravante dell’assenza di contatto diretto, in rete valgono regole simili e la propria “credibilità” va adeguatamente costruita e gestita attraverso una Strategia Multicanale.
Trascuro volontariamente gli aspetti di Reputation legati alla sfera professionale intesi come “proposta” di servizi online – e quindi tutta la sfera legata all’attrazione dei pazienti in rete, sistemi di rating – che entrano nel personal branding ma mi portano su un piano di discussione troppo ampio.

Mi soffermo invece su quello che mi interessa ora maggiormente e che considero il “core” del PB, ovvero la sfera personale e il Curriculum.

Riferendomi al professionista, in particolare, alcuni Social “servono” meglio di altri. Il profilo su LinkedIn, per esempio, è uno strumento utilissimo per tenere traccia e per organizzare il proprio CV, farsi conoscere e interagire con i colleghi (e farsi trovare dai clienti). Va inoltre inserito in calce alle email e condiviso.

Il secondo Social, importante per il professionista, è Slideshare, il sito per eccellenza di condivisione delle presentazioni e della produzione personale. Quanto “sapere” e quindi reputazione produce un professionista attraverso la sua attività di formazione e conferenze?
Spesso questo materiale rimane chiuso nei computer. Con Slideshare si ha invece la possibilità di distribuirlo e renderlo raggiungibile facilmente creando reputazione e promuovendo il nostro expertise presso i colleghi e persone interessate al nostro campo di applicazione.

Un terzo “luogo” per il personal branding è il Blog (WordPress o Tumblr o Blogger). Questo strumento, rispetto agli altri 2 precedenti “richiede lavoro” per la produzione di post e una minima strategia editoriale. Tuttavia si tratta di uno strumento potente per fare reputation e quindi per “costruire una propria sfera personale” sul web, presso i colleghi (e i clienti).

Altri strumenti fra cui Facebook e Twitter (soprattutto) e perchè no, anche Flickr (per professioni che fanno uso delle immagini)  o altri ancora possono certamente rientrare in una strategia allargata e per appassionati ma i due citati, più eventualmente il blog, possono essere proposti come il “core” del personal branding del professionista.
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