Ragazzi, scuola e nuove tecnologie: una visione diversa

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Pagina curata da Davide Baventore
Ultimo aggiornamento: 01/2014
Perché pensiamo che i bambini che giocano e socializzano non stiano imparando? Perché pesiamo che un’atmosfera di gioco e intrattenimento non può essere legata all’apprendimento?
Questi sono alcuni degli interrogativi che stanno alla base della ricerca Digital Youth Project che ha coinvolto 28 ricercatori per un periodo di 3 anni, portando alla pubblicazione di un libro e numerosi articoli scientifici.
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Lo studio analizza l’utilizzo delle nuove tecnologie da parte di ragazzi e giovani adulti: alcuni di loro le utilizzano principalmente per scopi sociali – prendendo contatto con amici e compagni di scuola – mentre altri si specializzano in forme più specifiche di utilizzo (la produzione o il remixing di video su youtube, ad esempio) costruendo attorno a sé reti di conoscenze basate su interessi comuni e non sulla vicinanza geografica o l’appartenenza alla stessa comunità.

L’aspetto più interessante della ricerca è che, nell’opinione dei ricercatori, molti adulti sono preoccupati per il tempo speso dai loro figli nell’utilizzo di computer e altri dispositivi elettronici ma questi in realtà sono strumenti che offrono loro opportunità incredibili per sperimentare le norme sociali, trovare interessi, sviluppare capacità tecniche e cognitive, sperimentare nuove forme di espressione di sé.

Le nuove tecnologie sono per certi versi non paragonabili alle forme di interazione tradizionale perché la loro portata è molto più ampia e permettono dunque di estendere il proprio mondo sociale dove prima non era immaginabile, costruire competenze specialistiche grazie all’enorme informazione disponibile e sviluppare indipendenza.

Va da sé che i rischi sono presenti, ma l’interesse di questa ricerca sta proprio nel mostrare senza pregiudizio i tanti aspetti positivi e spesso sottovalutati dell’impatto della tecnologia sul modo di vivere e crescere.

Il libro pubblicato a conclusione della ricerca di Mimi Ito, intitolato "Hanging out, messing around, and geeking out" è edito dalla prestigiosa MIT Press.
In questo video l’antropologa culturale Mimi Ito ci introduce alla sua visione del rapporto tra ragazzi, scuola e nuove tecnologie.
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